L’implantologia è un ramo dell’odontoiatria che si occupa della sostituzione delle radici dentali naturali con radici artificiali, costituite da viti in titanio. La forma più comune delle strutture metalliche è quella cilindrica o conica, in grado di adattarsi più facilmente all’anatomia dell’osso e alle necessità dell’impianto. La lunghezza degli elementi artificiali è variabile a seconda delle necessità e la superficie dei dispositivi deve essere opportunamente trattata al fine di aumentare la capacità di integrazione fra l’osso e l’impianto senza interposizione di tessuto molle (cosiddetta osteointegrazione).
L’impiego del titanio garantisce la completa tollerabilità da parte dell’organismo umano e riduce al minimo le reazioni allergiche o di rigetto.
Attraverso le tecniche dell’implantologia, è possibile sostituire in maniera integrale il dente naturale, mancante o irrimediabilmente danneggiato, di cui vengono fedelmente riprodotte tutte le principali funzioni e caratteristiche.
Le tecniche implantologiche consentono non solo di ricostruire l'aspetto naturale del dente, ma permettono anche al paziente di riprendere le normali funzioni collegate quali masticare, parlare e ridere.
L’intervento di impianto rende inoltre possibile la conservazione dell’integrità dei denti adiacenti nonché dell’anatomia dell’osso e delle gengive.
L’evoluzione delle tecniche chirurgiche e la maggiore efficacia dei trattamenti della superficie degli impianti consentono, oggi, l’inserimento della radice artificiale in contemporanea all’estrazione del dente naturale danneggiato, a condizione che non vi sia infezione in atto.
L’implantologia avviene mediante intervento chirurgico, previo espletamento di esami radiologici specifici, finalizzati ad accertare lo stato del supporto osseo del paziente. La forma più comune dell’operazione di impianto è articolata in due momenti distinti.
La prima fase dell’intervento viene effettuata in anestesia locale e consiste nell’inserimento della radice artificiale in titanio nell’osso mandibolare o mascellare del soggetto sottoposto all’operazione. L’intervento, eseguito in sede ambulatoriale, dura circa mezz’ora, non è doloroso e, al termine dello stesso, è necessario che il paziente si sottoponga, per alcuni giorni, a terapia antibiotica per prevenire eventuali infezioni.
Decorsi alcuni mesi, necessari all’integrazione dell’impianto nella struttura ossea del paziente (osteointegrazione), si procede all’inserimento di strutture affioranti dalla gengiva, che servono da supporto all’installazione dei denti artificiali.
La fase successiva (cosiddetta fase protesica) è rivolta all’installazione e al montaggio dei denti artificiali realizzati in resina, ceramica, metalloceramica o zirconio, sugli elementi artificiali precedentemente predisposti.
La durata nel tempo di un impianto dentale è variabile a seconda delle caratteristiche dell’intervento, ma, in generale, i risultati garantiscono soluzioni stabili e di lungo periodo.
